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Il suo primo matrimonio fu un incubo. Bianca Maria Scapardone andò in sposa ancora adolescente. Suo marito era Ermens Visconti di Somma, secondogenito dell’aristocratico Battista. Non ebbe nemmeno il tempo di imparare ad amare il suo uomo: Ermes morì sei anni dopo il loro matrimonio.

Bianca Maria Scapardone si risposò con il conte Renato di Challant. Andò a vivere nel castello di Issogne. Ma l’incubo continuò. Il matrimonio fu un totale fallimento. O forse fu solo colpa delle sue passioni. Bianca Maria si abbandonava spesso tra le braccia dei suoi numerosi amanti.

Amanti che poi faceva uccidere tutti, immancabilmente.

La sua impunità non poteva durare a lungo. Venne scoperta. Accusata. Condannata a morte. Cercò riparo tornando a prima a Casale Monferrato, e poi a Milano. Ma si trattò semplicemente di rimandare l’inevitabile.

La giustizia la raggiunse anche a Milano. Venne accusata di essere la mandate dell’omicidio di uno dei suoi tanti amanti. La sua vita tragica a scandalosa finì proprio a Milano: decapitata sul rivellino del Castello sforzesco.

La sua vita scandalosa e la sua tragica fine vennero narrate da Matteo Bandello in una delle sue più celebri novelle che, tra realtà e finzione, crearono questo personaggio. Il suo ritratto, come attestato dallo stesso Bandello («E chi bramasse di veder il volto suo ritratto dal vivo, vada ne la chiesa del Monistero Maggiore, e là dentro la vedrà dipinta», Novella IV, Parte I), avrebbe costituito il modello per la decapitazione di Santa Caterina d’Alessandria nell’affresco che Bernardino Luini dipinse nella “Cappella Besozzi” della chiesa di S. Maurizio a Milano.

Un recente ritrovamento archivistico di Edoardo Rossetti – un inventario di beni in cui vengono descritti minuziosamente gli abiti dei due personaggi inginocchiati ai lati dell’arcone centrale- porta a correggere questa interpretazione del passo del Bandello, e a identificare questi personaggi appunto come Bianca Maria Scapardone Visconti (poi contessa di Challant) ed Ermes Visconti, anziché, come tradizionalmente si credeva, come Ippolita Sforza e Alessandro Bentivoglio

Bianca Maria di Challant sembra sia tornata nelle sale del castello di Issogne. Il suo fantasma è quello di una donna gioviale e sorridente, di una bellezza ancora accecante.

Si avvicina alle persone che non mostrano paura. E spesso lascia un tenero bacio sulle loro labbra.

Fonti: Wikipedia; www.storiedifantasmi.it