MANTOVA – Il fantasma di Agnese Visconti, fatta decapitare a soli 28 anni dal marito Francesco I Gonzaga e seppellire in terra non consacrata, appare ancora oggi lamentando la sua vita perduta e confermando la fama del Palazzo Ducale di Mantova come uno dei luoghi più infestati di Italia.

La storia di Agnese Visconti è veramente triste. Sesta figlia di 17 dati a Bernabò Visconti, signore di Milano da Beatrice della Scala, andata sposa giovanissima, a 14 anni di età, al coetaneo Francesco Gonzaga, signore di Mantova, non riesce a dargli un figlio maschio: solo una femmina, Alda, ma all’epoca poche erano le donne che potevano aspirare a un trono.

Tra l’altro, Bernabò Visconti è stato definito come “despota crudele e spietato” ma era anche grande nemico del potere temporale della Chiesa e questo può avere influenzato le successive cronache, oltre al fatto di essere stato rottamato dal nipote e recluso a vita.

Dopo che il padre viene ucciso dal cugino Gian Galeazzo Visconti, che ne usurpa il potere, Agnese improvvisamente diventa scomoda e il marito per eliminarla utilizza l’accusa di tradimento con il cavaliere Antonio da Scandiano. Difatti, mentre Francesco Gonzaga cerca di salvare i nuovi equilibri politici tra le due famiglie, Agnese ormai provata dal dolore aveva ormai la sola idea di vendicarsi del padre anche andando contro gli interessi del marito. Ovviamente ciò non poteva accadere e così si decise di eliminare Agnese.

Opinione prevalente è che l’accusa fosse una montatura, ma la verità  non si saprà mai. Gli atti del processo, “sono ancora conservati presso l’Archivio di Stato di Mantova”.

Antonio da Scandiano, per difendere Agnese, giurò di averla violentata. Agnese negò fino alla fine.

L’invitabile sentenza fu la morte per entrambi. Così la mattina del 7 febbraio 1391 lui venne impiccato e a lei spettò la decapitazione. La loro sepoltura avvenne dove oggi è posta la targa (figura qui sotto). Furono sepolti assieme, vennero sepolti in quella che oggi è Piazza Pallone, cortile del palazzo ducale, dove una targa ricorda la sciagurata fine della duchessa.

Era terra non consacrata. Forse per questo in molte notti mantovane, tra le finestre della piazza dove Agnese fu decapitata e le finestre del Palazzo, si sente l’urlo di una donna che, disperata, vuole avere indietro la sua vita. È il fantasma di Agnese Visconti che alcuni dicono chieda perdono al marito, altri che urli la sua rabbia verso chi l’ha uccisa per politica. Molti dicono anche di avere visto luci accese di notte nel Palazzo Ducale vuoto e silenzioso. Alcune leggende narrano che il fantasma di Agnese si aggiri ancora nel castello e che non riesca a trovare pace perché la giovane donna non fu sepolta in terra consacrata. Altre leggende narrano che il fantasma di Agnese appaia di tanto in tanto sul luogo dove venne giustiziata… alcuni ipotizzano che venga lì per piangere ancora sulla tomba del marito morto.
Numerosi testimoni giurano di aver sentito nella piazza lo straziante lamento di una donna; altri invece dichiarano di aver visto di notte, tra le finestre del Palazzo e del Castello, una specie di luce spettrale salire e scendere tra le stanze. Difficile dire se si tratti del fantasma di Agnese oppure di una suggestione o di un effetto ottico ma di certo il fascino arcano che incombe sul castello è forte e una visita la Castello Gonzaga è sicuramente d’obbligo. Magari potete avvicinarvi alla targa dove fu sepolta Agnese con il Marito e forse riuscirete a udire la sua voce.

Castello di San Giorgio, Mantova

Castello di San Giorgio, Mantova

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche il Castello di San Giorgio di Mantova, così, come tanti castelli che si rispettano, ha un fantasma, che si aggira nei suoi lunghi corridoi.

Da allora pare che il fantasma della giovane si aggiri ancora nel castello e numerosi sono i testimoni che giurano di aver udito nella piazza il lamento di Agnese. Altri ancora sono convinti di aver visto delle flebili luci provenire dal castello e dal Palazzo Ducale. Sebbene la testimonianza dei guardiani di questi luoghi smentisca la natura esoterica di questi episodi luminosi, ci piace pensare che sia il fantasma di Agnese a salutare chi alza gli occhi verso queste dimore, accendendo qualche lucina. Forse….chissà…….

Fonte: tratti da spezzoni di cronaca locale mantovana…….