Gary Moore

Amplificazioni del blues

Gary Moore
Robert William Gary Moore nasce a Belfast (Irlanda del Nord) il giorno 4 aprile 1952. Inizia a suonare la chitarra sin da quando ha otto anni, nell’occasione in cui il papà, organizzatore di concerti, gli regala una chitarra acustica da suonare con la mano destra, nonostante Gary sia mancino.

 

Gary Moore si appassiona al rock’n’roll ascoltando la musica dei Beatles e di Elvis Presley, poi all’età di quattordici anni, con i soldi messi da parte, compra la sua prima chitarra elettrica. Due anni dopo, siamo nel 1968, si trasferisce da Belfast a Dublino, per dare vita a una band, gli “Skid Row”, che suona un genere rock-blues sperimentale. In questa circostanza conosce il cantante Phil Lynott, che diventa un suo grande amico così come fondamentale compagno di viaggio per la sua carriera artistica.

Gli Skid Row si fanno subito notare nella scena rock irlandese tanto che vengono ingaggiati per aprire concerti importanti come ad esempio quello dei Fleetwood Mac, il cui leader Peter Green è un punto di riferimento per il giovane Gary Moore. Questo incontro porta una svolta positiva nella carriera artistica di Moore che grazie a Green firma un contratto con la CBS; accade anche che Green, oltre ad apprezzare le doti virtuose del giovane Moore, ne apprezza il buon carattere e l’attitudine, decidendo di vendergli la propria chitarra, una Gibson Les Paul del 1959, al prezzo amico di sole 100 sterline. Moore dedica a Green un intero album nel 1995: il titolo è “Blues for Greeny”.

Oltre ai Fleetwood Mac, all’inizio, la formazione musicale di Gary Moore si basa sull’ascolto delle band blues-rock inglesi degli anni Sessanta, tra i quali vi sono anche Jimi Hendrix, John Mayall‘s Bluesbreakers.

Fin dal suo debutto solista, che risale al 1973 con il disco “Grinding Stone”, alterna fasi di popolarità a periodi di minor successo, tuttavia sempre tentando di esplorare nuovi generi e sfumature. La sua produzione musicale spazia dal rock progressivo e sperimentale – strizzando l’occhio jazz – all’heavy metal, che caratterizza la sua musica durante gli anni Ottanta, arrivando anche a fasi pop metal con gli album “Run for Cover” (1985) e “Wild Frontier” (1987), per poi tornare sul hard blues, al quale si riavvicina all’inizio degli anni Novanta con il celebre disco “Still Got the Blues”, che contiene la hit omonima.

Nel 1987 partecipa al Ferry Aid, progetto portato avanti da un gruppo di cantanti famosi che riunito per incidere una versione del brano “Let It Be” dei Beatles, i cui proventi sono destinati all’aiuto dei parenti delle vittime di un disastro del mare avvenuto a Zeebrugee (Belgio): l’assolo di chitarra nel brano viene eseguito da Gary Moore e da Mark Knopfler.

Moore viene considerato un chitarrista molto espressivo dotato di grandi capacità compositive e tecniche. In un’intervista del 1987 Moore afferma che è Jeff Beck il chitarrista che più lo ha ispirato durante la sua carriera.

Nella sua lunga carriera Gary Moore ha suonato e collaborato con band ed artisti del calibro di Thin Lizzy, Jack Bruce e Ginger Baker (Cream), Greg Lake, Cozy Powell, George Harrison, Ozzy Osbourne, B.B. King, Albert King e Albert Collins. Artista molto stimato, molti sono i chitarristi che hanno affermato di aver attinto ispirazione dalla sua musica, tra questi ci sono Randy Rhoads, John Sykes e Kirk Hammett.

Gary Moore muore improvvisamente il giorno 6 febbraio 2011 all’età di 58 anni, mentre si trova in vacanza a Estepona, nella Costa del Sol. Il suo ultimo disco in studio è “Bad For You Baby”, del 2008.