Leggete questa storia…l’ho trovata per caso cercando storie interessanti di fantasmi……….vi riporto integralmente il testo che ho trovato. Molto attuale…….proprio per non dimenticare il nostro doloroso passato……da toccare il cuore……….

Le baracche di Dachau (foto: ippazio | Wikipedia)

Le baracche di Dachau (foto: ippazio | Wikipedia)

Cercando delle notizie interessanti sul mondo dei fantasmi e del paranormale questa mattina mi sono imbattuta in un racconto molto toccante. L’ha riportato Chris Parizo, un
indagatore del paranormale, sul sito internet Thecontrarianmedia.com e nonostante risalga al 2009 la sua storia è molto attuale. Ve la ripropongo con tutto il rispetto e la
delicatezza dovuti e cercando di tradurla restando il più possibile fedele al
suo racconto in inglese.

Chris racconta:

“Questa estate mia moglie è stata trasferita nella filiale di Monaco della sua azienda e
io ho sentito il dovere di insegnante di scuola superiore alla mia prima vacanza
estiva di seguirla. I tedeschi sono incredibili, il loro stile di vita è sensato
e basato su una serie di norme razionali e sociali volte a ridurre i conflitti
tra la sua gente. Il cibo è ottimo, la birra buonissima e la città è
magica.

Mentre mia moglie lavorava nella sede di Monaco nel suo studio di
commercialisti, ho avuto la gradita opportunità di giocare a essere Jack
Kerouak, vagando per l’Europa per circa 6 settimane. Ho viaggiato in treno,
vagato per le città europee e le stradine di paese, ho incontrato persone
incredibili e ho avuto le più belle interazioni umane con sconosciuti che non
parlavano la mia stessa lingua.

È stata senza dubbio l’esperienza più incredibile della mia vita.

Tra tutti i miei pellegrinaggi in Europa quello che più mi è rimasto impresso è stato il campo di concentramento di Dachau.
Sono stato un bambino e un adolescente appassionato di libri e ne ho
rubati un sacco dagli scaffali di mio padre. Appassionato della Seconda Guerra
Mondiale, i suoi volumi erano sempre pieni di foto, date e testi storici sulla
guerra. Sono sempre stato attratto soprattutto da quelle sull’Olocausto. Quelle
foto mi perseguitavano e ossessionavano. Non riuscivo a capire la profondità del
degrado che un gruppo di persone può riuscire a imporre a un altro.

Se vi è un epicentro di sofferenza e dolore, se c’è un apogeo di disumanità omicida lo
sono certamente i campi di concentramento della Germania nazista. Sono delle
testimonianze di ciò che possiamo diventare quando la paura ci conduce verso la
fede cieca nella religione o nel governo o quando la retorica odiosa diventa la
nostra prima motivazione nella vita. Ci sono lapidi di commemorazione non solo
per le vittime ma anche in memoria dei peccati commessi da tutti coloro che
hanno chiuso le camere a gas o peggio di tutti coloro che non hanno voluto
vedere ciò che succedeva.

Per molti investigatori del paranormale niente è più gustoso e sacrilego allo stesso tempo che un’indagine nei campi di concentramento nazisti. Molti ricercatori ritengono che l’attività paranormale che si verifichi soprattutto quando le vicende umane sono collegate a reazioni emotive – si riesce a registrarla quando si raggiunge il massimo della tristezza, il massimo dell’odio e il massimo della sofferenza. La storia dei
campi suscita forti emozioni dentro ognuno di noi e se fosse un altro luogo ad
avere queste caratteristiche, non di un campo di concentramento, ci sarebbe la
fila giorno e notte. Nonostante i campi di concentramento abbiano tutte le
caratteristiche per essere infestati, moltissimi ricercatori rispettosamente
rifiutano o si allontanano dalla possibilità di compiere indagini al loro
interno in funzione di questi rispettosi sentimenti.

Le esperienze paranormali all’interno di questi campi penzolano avanti a noi come delle
carote-fantasma e nessuno è più significativo di Auschwitz in Polonia.
Giustamente indicato come uno dei luoghi più infestati al mondo, le persone
riferiscono di aver avuto la sensazione di aree più fredde mentre vagavano al
suo interno, di aver sentito un senso di terrore e tristezza quando ne hanno
superato l’ingresso. Alcuni addirittura hanno sostenuto di aver avvertito delle
mani toccarli mentre camminavano attraverso quelle che una volta erano le aree
riservate ai bambini o le camere a gas. Moltissime persone sono scoppiate in
lacrime entrandovi senza riuscire a fermarsi prima di diverse ore dopo la loro
partenza. Alcuni, inoltre, sostengono che gli uccelli non entrano nel campo di
concentramento e nelle rare volte che lo fanno, non cantano.

Eppure fino a oggi nessun gruppo professionista del paranormale ha mai condotto un’indagine in uno dei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante Auschwitz e gli altri campi di concentramento siano il sogno proibito di molti
investigatori del paranormale, facciamo un passo indietro in segno di rispetto
per tutte le vite che vi sono state distrutte, per le persone che sono
sopravvissute e per le famiglie che ancora si stanno riprendendo dalla
perdita.

Il mio pellegrinaggio solitario più importante in Europa è stato
quello a Dachau. La città si trova a soli 16 km di distanza da Monaco di
Baviera, proprio alla periferia della città. E, anche se non è considerato un
campo della morte famoso come Auschwitz la sua terra, che un tempo ospitava più
di 200.000 prigionieri e ha assorbito il sangue di circa 25.000 persone, ancora
oggi porta la eco delle atrocità e degli orrori che degli esseri umani hanno
potuto compiere su altri esseri umani.

Le truppe americane liberatrici erano così sconvolte da ciò che hanno visto a Dachau in merito allo stato dei prigionieri e ai trattamenti immorali che hanno subito, che hanno riservato lo stesso trattamento alle molte guardie naziste trovate al loro interno: furono
allineate lungo le pareti della “morte” del campo e uccise con un solo colpo
alla testa.

Dachau è stata, per quasi mille anni prima di ospitare il
campo di concentramento, una città di artisti. Oggi, quadri contenenti immagini
di dolore e colpa sono appese nei negozi locali. La città si è ridisegnata sul
tema dell’acqua che scorre: sono state costruite cascate artificiali e ruscelli
che la attraversano come a simboleggiare il desiderio di lavarsi dai peccati
commessi nella storia più recente. Dachau oggi è in un costante tentativo di
redenzione.

All’uscita della stazione ferroviaria, la prima cosa che ogni
turista nota è il grande monumento dedicato alle migliaia di prigionieri che
sono state spedite a Dachau proprio da quella stazione. Per arrivare al campo di
concentramento si devono percorrere le stesse strade percorse un tempo dai
prigionieri e ogni 500 m c’è un marcatore che rappresenta che quel punto è stato
testimone di una storia terribile: il luogo dove due prigionieri dovevano
trasportare con una carriola i corpi dei prigionieri non inceneriti per essere
portati via; il luogo in cui si trovava il cancello originale; il luogo dove le
famiglie piangevano dietro il muro mentre i loro cari all’interno venivano
disintegrati; la parete dove un cartellone di stampo antisemita accoglieva i
prigionieri prima dell’ingresso al campo. Tutti sono contrassegnati.

Ho raggiunto quindi il campo e attraversato le porte esterne che hanno tenuto
rinchiusi fino alla morte migliaia di prigionieri e lì il mio cuore si stava
sciogliendo. Camminare nel campo è stata una delle esperienze più terribili
della mia vita. I miei occhiali da sole non sono riusciti a contenere i fiumi di
lacrime che mi scorrevano sulle guance e il mio iPod non ha fatto nulla per
impedirmi di sentire le grida delle persone in piedi accanto a me e, anche se
era una giornata calda, la giacca non ha fatto nulla per fermare il brivido
lungo la schiena che ho avvertito a ogni fossa comune o in corrispondenza delle
fondamenta decrepite del numero incalcolabile di baracche che hanno tenuto
rinchiusi centinaia di esseri umani.

La mia mente paranormale non ha mai avuto il bisogno di essere attivata per riuscire a entrare in sintonia con ciò che potrebbe essere stato documentabile. Non c’è bisogno di cercare fantasmi a Dachau o negli altri campi di concentramento non solo in Europa ma di tutto il mondo. Non ho avuto il bisogno di analizzare le mie fotografie per cercare le
persone ombra o altre cose del genere, né ho acceso il mio registratore digitale
per trattenerne la voce.

È in questi luoghi che i morti parlano a tutti coloro che sono disposti ad ascoltare. Parlano attraverso i fori di proiettile nei muri del campo, attraverso il fumo colorato che fuoriesce dai camini dei forni crematori che si slanciano in aria come lapidi, parlano attraverso le lastre di legno che una volta erano i letti e i mucchi di terra spinti negli
angoli a indicare le migliaia di persone che sono state sepolte lì.

Ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento come Dachau non c’è alcuna
necessità di compiere indagini paranormali. In questi luoghi non si tratta di
vedere se i fantasmi sono in grado di comunicare con i viventi ma è questione di
decifrare ciò che stanno già cercando di dire”.

Fonte: fantasmiinfuga.blogspot.it