Rocca di Soragna (PR)

Rocca di Soragna (PR)

                     

Costruita intorno al 1385, a pianta quadrata con quattro torri ai lati, fu trasformata in sontuosa dimora principesca alla fine del Seicento. Ulteriormente modificata nel XVII e XVIII secoli dai principi Meli Lupi, appartiene ancora oggi alla famiglia che l’ha parzialmente aperta al pubblico.

Un ponte in muratura del XVII secolo che sostituì quello levatoio, introduce nel cortile porticato della Rocca, arricchito da statue a soggetto mitologico e allegorico.

Come per ogni castello che si rispetti, anche quello di Soragna ha il suo fantasma. Il suo nome? “Donna Cenerina”, per quel colore biondo cenere dei capelli che ornano lo spirito di Cassandra Marinoni, uccisa nel 1573 dal cognato Giulio Anguissola per motivi di interesse. E la leggenda narra che il fantasma faccia la sua apparizione ogni volta che muore un membro della famiglia.

Questo ed altro regala al viaggiatore curioso l’antico castello di Soragna, capace ancora oggi di dischiudere visioni, atmosfere tangibili di mondi lontani, tesori d’arte, clip pittorici, saloni magnificamente affrescati, salottini, arredi, gallerie di antenati, sale d’armi.

 

Il Fantasma.

 

Nelle stanze del “maniero inespugnabile” (come veniva denominato allora la rocca) si aggira l’anima senza pace di Cassandra Marinoni, conosciuta col nome di Donna cenerina, chiamata così perché il fantasma nelle sue apparizioni è di un colore cinereo.
Cassandra era la sposa di Diofebo II Meli Lupi Marchese di Soragna. Narra la storia che nel 1573 Cassandra venisse assassinata in modo truculento assieme alla sorella Lucrezia.
Le sorelle erano assieme quando il conte di Anguissola, marito di Lucrezia, dedito ad una vita violenta e meschina, dopo aver indotto alla separazione coniugale la moglie decise di eliminarla per ricevere in eredità la ricca dote.
Lucrezia ricevette 32 coltellate e la sorella Cassandra (donna Cenerina) 13, la sua unica colpa era quella di essere nel posto sbagliato.
Quel omicidio scosse il piccolo feudo e provocò l’intervento del governatore di Milano e del re di Spagna Filippo II, entrambi decretarono la condanna a morte del conte Giulio Anguissola che nel frattempo si rese latitante. Il delitto restò però impunito.
Da allora Cassandra si aggira senza pace nel castello facendo sentire la propria presenza con rumori insoliti e fenomeni spesso inspiegabili in altro modo. Sembra altresì che il suo passaggio sia presagio di funerei accadimenti per i membri della famiglia Meli Lupi.