Una storia a fumetti di Dylan Dog tutta a colori completa da leggere.

Ovvero… “Il lungo addio” (“Dylan Dog n. 74”), testi di Tiziano Sclavi e Mauro Marcheselli e disegni di Carlo Ambrosini (1992).

Marina Kimball, bella e misteriosa: la prima ragazza di Dylan Dog, in quella lontana estate di tanti anni fa, sulle spiagge di Moonlight… Un amore che ritorna, in un viaggio onirico che si snoda tra il presente e il passato, tra la felicità dell’amore e IL LUNGO ADDIO alla giovinezza ormai perduta…

« …Dire “ti amo” è una delle cose più spaventose della vita… »
(Marina Kimball, pag. 73)

Il lungo addio è la 46a storia scritta da Tiziano Sclavi apparsa sulla serie regolare (56a della sua intera produzione). È anche la 6a storia disegnata da Carlo Ambrosini per la serie regolare (6a della sua intera produzione). 5a collaborazione Sclavi/Ambrosini.

Il soggetto è di Mauro Marcheselli: per la serie regolare ( della sua intera produzione). 2a collaborazione Marcheselli/Sclavi ai testi.

Tornano un ricordo e una malinconia. Tornano con il volto di Marina Kimball, forse il primo vero amore di Dylan. Frammenti di un’estate giovanile ormai perduta, riavvolti sul corso lento della memoria. Avrebbe potuto andare diversamente? Nessuno può né vuole saperlo. Quel che è certo è che Marina è qui e non porta con sé incubi o terrori, ma soltanto il dolce fantasma di un lungo addio…

Copertina originale (1992)


Remake

L’albo numero 22 della collana Color Fest contiene 3 storie remake di albi storici della serie mensile. Uno di questi, intitolato Ancora un lungo addio, si presenta come una sorta di remake dell’albo, spiegando la stessa storia da un punto di vista differente. Viene infatti mostrato come Marina e Dylan si conobbero a Moonlight, cosa successe sul treno di ritorno dalle grotte e come Dylan vide la sepoltura di Marina.

Impatto culturale

Il lungo addio ha ispirato gli 883 per il brano Ti sento vivere: «…Perché non è facile | forse nemmeno utile | certe cose chiare dentro poi non escono | restano, | restano | Vorrei dirti vorrei…». Il brano tratta proprio dell’argomento della difficoltà ad esprimere i propri sentimenti verso la persona amata, anche quando gli stessi sono inequivocabili. La ragazza bionda presente nel videoclip e molto somigliante a Marina Kimball.

Trama

Dopo circa vent’anni Marina Kimball si presenta alla porta di Dylan Dog vittima di un’amnesia che le impedisce di ricordare il motivo della sua presenza a Londra. Chiede di essere riaccompagnata a Moonlight, piccolo paese di mare dove abita e luogo della loro storia d’amore. Il viaggio lungo l’autostrada deserta si trasforma per i due, tra ricordi, rimpianti e tanta nostalgia, in un salto nel passato. Il loro sentimento riesplode in una sequenza di emozioni e l’incredulità e la gioia si fondono nella speranza di poter ricostruire e recuperare il tempo perduto. Forse Marina (che ancora si passa due dita tra i capelli come faceva da ragazza e che in un’estate ha reso Dylan Dog tanto di ciò che è ora) è davvero la donna giusta per Dylan, ma tra dolci ricordi e inevitabili rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato affiora la sensazione che qualcosa non quadri. L’illusione lascia lentamente il posto alla scoperta della drammatica verità e alla consapevolezza dell’irrimediabile: Marina è morta suicida. Il loro lungo viaggio è stato l’ultimo desiderio della donna, solo un’occasione per dirsi addio come non avevano mai fatto.

Il luogo della morte di Marina è una scogliera a picco sul mare dove sul fondale ci sono i resti di un antico galeone. La rupe è la stessa da cui si era tuffato Dylan da ragazzo rischiando la vita per dimostrarle il proprio coraggio e tutto il suo amore. Inoltre lei stessa da ragazza vi si era recata con l’intenzione di buttarsi quando Dylan aveva deciso di interrompere la vacanza e tornare a Londra con una settimana di anticipo in seguito a una loro incomprensione ma dopo aver desistito dal gesto era corsa disperata in stazione per cercare di convincerlo a non partire senza tuttavia riuscirci. Quando Marina da adulta si butta a peso morto dalla rupe all’improvviso compare una stella cadente così che lei possa esprimere il suo ultimo desiderio: «…Che lui mi accompagni…». Marina verrà accontentata e il suo spirito materializzato potrà presentarsi a Londra da Dylan Dog: «…Grazie Dylan … è stata la notte più bella della mia vita …». Dylan, tornando a Londra, immagina come sarebbe potuta andare la loro storia se quel giorno Marina fosse riuscita a raggiungerlo alla stazione e a chiarire.

La canzone

Il testo viene riportato a pagina 45 dell’albo. Viene scritta da Dylan per Marina pensando alla parola «…niente …» dietro alla quale Marina nascondeva tutto il suo amore per Dylan in quanto non trovava il coraggio di dirgli «Ti amo». Il titolo è rappresentato da tre puntini. Solo in occasione del loro incontro da adulti Dylan canterà a Marina la sua canzone facendola scoppiare in lacrime.

Buona lettura!

Clicca sul link sottostante e vai sul pulsante DOWNLOAD (scarica il pdf della storia a fumetti):   Il lungo addio 

Fonte:  http://www.tizianosclavi.it