Le case infestate hanno fatto la fortuna del genere Horror da ben prima che il cinema fosse inventato. Si può dire, in realtà, che esistono case infestate da quando gli uomini sono diventati creature stanziali. La dimora umana è un contenitore, non solo per i suoi occupanti fisici, ma per tutte le memorie che essa accumula con il passare degli anni. Nascite, matrimoni, tradimenti, decessi: tutte le attività dell’uomo nel suo rifugio deputato diventano, passando di bocca in bocca e di generazione in generazione, patrimonio leggendario del luogo stesso. Antichi occupanti ritornano, dopo la morte, come fantasmi legati alla casa dove hanno vissuto; tragedie, o semplicemente abitudini, inscenate tra le mura domestiche, si trasformano in macabri replays del passato: rumori, porte che sbattono, voci.

Esistono tre tipologie di Infestazione universalmente riconosciute nel campo dello spiritismo moderno. La prima è definita Infestazione Residua ed è la più diffusa. Il Residuo non comporta la presenza di uno spirito attivo e senziente, è, bensì, un fatto del tutto passivo. Alcune azzardate teorie scientifiche sostengono che gli oggetti hanno una loro memoria e lo stesso vale per i luoghi. Forti emozioni o azioni ripetute quotidianamente, come veri e propri rituali casalinghi, per anni, possono restare impresse nel domicilio che le ha ospitate. Un’Infestazione Residua è un fatto di origine soprannaturale, assolutamente innocuo, che si ripete regolarmente: tutti i giorni alla stessa ora, tutti i mesi o gli anni nella stessa data. Può coinvolgere i sensi, in particolare vista ed udito. La casa ripete, come un registratore, qualcosa di cui è stata testimone e gli spettatori, al di là dello spavento, non corrono nessun pericolo.

La seconda è detta Infestazione Attiva. Un’Infestazione Attiva è cosa rara e piuttosto spaventosa, significa, infatti, che gli spiriti di uno o più defunti, per ragioni che sfuggono e sfuggiranno sempre alla nostra comprensione, sono rimasti intrappolati nel nostro mondo. Lo spirito è in grado di “pensare” ed agire autonomamente, il suo carattere quando era in vita e ciò che gli accaduto al momento della morte detteranno le sue azioni soprannaturali, facendone, a seconda dei casi, un fantasma pacifico o violento, molto raramente pericoloso.

La terza, che abbiamo trattato nel precente articolo è detta Infestazione Poltergeist, ed è la più controversa e diffusa di tutte.

Le Infestazioni

È talmente vasta la gamma di manifestazioni che si possono verificare in un’Infestazione Attiva o Residua che è del tutto impossibile cercare di riassumerle, ci sono solo due certezze: le strutture abitative, molto più dei cimiteri, sembrano esserne il teatro perfetto ed i due tipi di infestazione possono convivere in uno stesso luogo. Nel raccontare la storie di due famosissime case infestate americane vedremo come, con il passare delle generazioni, ai “fantasmi originali” se ne possano aggiungere altri ed altri ancora, ma, soprattutto, come la pazzia umana e la violenza, fisica o psicologica, che ne deriva, sia quasi sempre la scintilla in grado di trasformare una normale casa in un luogo strano e spaventoso.

La magione dei Winchester

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Nel Settembre del 1839, a New Haven, Connecticut, Leonard e Sarah Pardee ebbero una bimba alla quale diedero il nome della madre. Una volta cresciuta, nonostante la bassa statura, fu considerata una delle donne più belle della sua cittadina ed ebbe molti corteggiatori, attirati, oltre che dall’aspetto fisco, dal carattere amabile della ragazza.

Nel 1857, William Wirt Winchester, figlio del produttore d’armi Oliver Winchester, ereditò la ditta di famiglia e cominciò a guadagnare una fortuna attraverso la vendita del fucile a ripetizione a leva Winchester, conosciuto anche nella versione denominata Henry Rifle, con caricatore tubolare sotto la canna, in dotazione alle truppe nordiste.

Il 30 Settembre del 1862, all’apice della Guerra Civile Americana, William e Sarah si sposarono e il 15 Luglio 1866 ebbero una bambina di nome Annie.

Qui comincia la vicenda, che, nel corso degli anni, si sarebbe trasformata in una famosa storia di spiritismo, ma soprattutto di follia.

Meno di dieci giorni dopo la nascita la povera Annie morì di una rara malattia infantile, in seguito a ciò Sarah ebbe un grave esaurimento nervoso che la lasciò pericolosamente vicina alla pazzia per dieci anni. Il 7 Marzo 1881 toccò a William andarsene per colpa della tubercolosi e Sarah si trovò da sola, nuovamente distrutta dal dolore ed erede di un patrimonio di venti milioni di dollari e del 48.9% degli introiti della Winchester Repeating Arms Company, circa 1000 dollari al giorno.

Poco dopo un’amica consigliò a Sarah di rivolgersi ad un Medium. Il sedicente sensitivo, il cui nome non ci è stato tramandato, disse a Sarah che una maledizione gravava sulla famiglia. Le vittime dei fucili Winchester cercavano vendetta ed avrebbero presto colpito anche lei, se non si fosse trasferita e non avesse costruito una nuova casa, nella quale tutti questi fantasmi potessero trovare albergo. Sarebbe rimasta in vita finchè la casa fosse rimasta in costruzione.

Sarah, incredibilmente, credette al Medium e si trasferì in California, a Santa Clara, nel 1884, dove comprò la casa di un certo Dott. Caldwell ed i 162 acri di terra che la circondavano.

Per 36 anni, a turni di 22 operai alla volta, i carpentieri lavorarono tutti i giorni per ventiquattro ore al giorno. Venne costruita una derivazione dei binari per il trasporto in loco del materiale ed ogni mattina Sarah consegnava al capo cantiere dei piani di costruzione disegnati a mano su foglietti volanti. La notte la passava in una stanza adibita alla sedute spiritiche. Secondo gli operai, facili alle superstizioni, parte dei disegni le venivano suggeriti dall’aldilà. Quando una stanza bloccava in qualche modo lo sviluppo della casa, se ne costruiva un’altra intorno, ad inglobarla.

La casa si riempì di nuove ali e torri fino ad avere 47 camini ed a svilupparsi su un’altezza di 7 piani. Vennero montati tre ascensori. C’erano numerose scale che non portavano da nessuna parte, spesso finendo contro il soffitto, porte che si aprivano su muri, passaggi segreti, lucernari posti uno sopra all’altro per svariati piani, porte che si aprivano in caduta libera sul giardino e tantissime altre stranezze.

Il numero 13 era ricorrente, tutte le finestre (alcune erano sui muri interni tra una stanza e l’altra) avevano 13 pannelli di vetro, i muri 13 pannelli di legno, la serra 13 cupole, molti pavimenti erano divisi in 13 sezioni ed alcune stanze avevano 13 finestre. Inoltre, tutte le scale contavano tredici gradini, tranne una sola, di 42 gradini, alta poco più di tre metri, perché i gradini misuravano due pollici l’uno.

La casa era un labirinto. Il piano di Sarah era semplice e conosciuto da tutti: voleva che gli spiriti ci si perdessero dentro, restandone intrappolati.

Nella sua autoimposta solitudine Sarah sembrava non avere svaghi, incontrava solo i suoi servi, gli operai e, secondo lei, gli spiriti della casa. Suonava un grande pianoforte a coda fino all’alba e, malgrado lo strumento avesse due chiavi scordate, molti sostengono che fosse un’interprete di grande talento.

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Nel 1906 il grande terremoto di San Francisco si abbattè sulla California. I tre piani superiori della Magione Winchester collassarono su se stessi e molti altri pezzi della casa divennero inabitabili. Sarah credette che il cataclisma fosse un segno d’ira mandatole dagli spiriti perché la casa era quasi finita. Le trenta stanze sul fronte della magione vennero murate perché ci si potesse costruire davanti ed i lavori ripresero. Vennero inoltre aggiunti molti comignoli, non necessariamente legati alla presenza di un camino nuovo, perché Sarah credeva che gli spiriti amassero apparire e sparire attraverso di essi. Ella era convinta, come se non bastasse, che gli spettri fossero spaventati dalla loro immagine e, quindi, in tutta la struttura, c’erano solo due specchi.

Il 4 Settembre 1922, dopo una lunga, solitaria seduta spiritica, Sarah morì nel sonno, in camera sua, all’età di 83 anni.

Lasciò tutto alla nipote, Frances Marriot, ma il conto in banca era quasi vuoto e molti specularono sull’idea di un forziere nascosto nell’immenso labirinto. In particolare si cercò una cassa che si sosteneva essere piena di gioielli e posate d’oro massiccio con le quali Sarah intratteneva gli spiriti a tavola. Vennero trovate solo braghe di lana, calzini, una ciocca di capelli di bambino e molti ritagli di giornali sulla morte del marito e della figlia. È probabile che i soldi fossero stati tutti investiti nella costruzione della magione.

La casa venne svuotata e si pianificò per renderla un’attrazione turistica: ci vollero sei settimane solo per rimuovere i mobili. Nessuno fu in grado di tracciarne una mappa. Ad un primo conto sembrava avere 148 stanze.

La stima odierna, incerta, è di 160 stanze e, secondo i documenti dell’epoca, prima del terremoto che distrusse i tre piani mai ricostruiti, ce n’erano più di 450.

La Magione Winchester è segnalata come monumento nazionale ed attrazione turistica, descritta come: “un’enorme, bizzarra struttura, con un numero sconosciuto di stanze.”

Molte sono le storie di apparizioni legate alla casa, alcune vecchie come la struttura stessa, altre mere trovate turistiche. Eserciti di Medium ed investigatori del soprannaturale l’hanno visitata uscendone convinti che sia ricca di “anomalie”. Rumori sospetti, porte che sbattono, passi, sussurri, figure che spariscono dietro gli angoli, “zone di Freddo” (un fenomeno descritto nel film Il Sesto Senso, di cui parleremo in uno dei prossimi numeri), sono tutti avvenimenti all’ordine del giorno nella Magione Winchester e proprio a questa casa si è ispirato Stephen King per quella che ha descritto nel film TV Rose Red.

Casa infestata o solo il prodotto della follia di una donna disperata? Una domanda senza risposta. L’unica cosa certa è che questa storia, vera, vale la pena di essere raccontata.

La Maison Lalaurie
1140 Royal Street, Vieux Carrè, New Orleans

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Marie Delphine Lalaurie era una delle donne più rispettate di New Orleans. Figlia di Louis Barthelemy Chevalier de MacCarthy, era stata sposata già due volte prima di diventare la signora Lalaurie, e di trasferirsi col terzo marito, il Dott. Leonard Louis Lalaurie, nella grande casa di tre piani in Royal Street, nel Quartiere Francese.

Il suo primo marito, sposato l’undici Giugno del 1800, era un certo Don Ramon de Lopez y Angulo e morì all’Havana nel 1804. Il secondo, Jean Blanque, sposato nel 1808, morì nel 1816. Le cause della loro morte sono sconosciute. La storia non ci ha neanche tramandato dove fossero il terzo marito e le figlie quando si scatenò la tragedia che stiamo per raccontare.

La signora veniva descritta come una persona dalle maniere ineccepibili, le cui feste erano un avvenimento rinomato per tutta la buona società di New Orleans. La grande casa era stata arredata con gusto, nel lusso più sfrenato: le porte erano di mogano, intagliate con fiori e visi umani, oggetti di manifattura cinese ed orientale ne riempivano le stanze. Girava, però, voce che Madame maltrattasse i suoi schiavi. Eppure, molti testimoni affermarono di averla vista comportarsi gentilmente con loro anche se essi apparivano in genere piuttosto spaventati. Le voci si fecero sempre più insistenti.

Nel 1883 un vicino assistette al suicidio di una giovane schiava di dodici anni, la quale, inseguita dalla padrona armata di frusta, si gettò in preda ad un terrore cieco da una finestra del terzo piano. Lo stesso vicino sostenne di aver visto mentre la piccola veniva seppellita in un vecchio pozzo nel cortile della casa.

(Qui la storia non è chiara, non si sa se la schiava si gettò dalla balconata esterna sulla strada, quindi davanti a tutti, o da quella interna, sul cortile, nel qual caso nessuno avrebbe potuto vedere ciò che stava accadendo. La prima ipotesi, alla luce dei fatti successivi, è più realistica. Il seppellimento, notturno, nel cortile, è una probabile invenzione)

La Città di New Orleans, in base alle leggi sul maltrattamento degli schiavi, costrinse i Lalaurie a vendere i propri. Ma Delphine, determinata come sempre, li fece comprare dai parenti, suoi e del marito, e se li fece rivendere.

L’undici Aprile del 1834 nella casa dei Lalaurie scoppia un violento incendio, forse appiccato nella cucina da un cuoco.

Tutta la gente del quartiere accorse ad aiutare e molti notarono che i servi non c’erano. Venne fatta irruzione nel palazzo in fiamme e furono trovati alcuni uomini e donne incatenati al pavimento di una stanza. La gente, infuriata, una volta spento il fuoco, che aveva provocato danni tutto sommato piuttosto modesti, perquisì tutta la casa. I giornali dell’epoca, avidi di notizie e sensazionalismi, furono costretti ad autocensurarsi nel descrivere ciò che venne trovato in soffitta e nelle cantine.

Una dozzina di schiavi in tutto, tra uomini e donne, nudi ed incatenati al muro o ad alcuni tavoli “operatori”. Uno era stato infilato in una gabbia per cani spezzandogli tutti e quattro gli arti. Una donna aveva il ventre aperto e le viscere avvolte intorno al corpo. Ad un’altra era stata riempita la bocca di escrementi e poi le erano state cucite le labbra. Gli uomini erano stati mutilati di occhi, testicoli, a molti strappate le unghie. Uno di loro aveva un bastoncino di metallo che gli usciva dalla testa nella quale era stato praticato un minuscolo foro. Altri avevano le mani cucite lungo i fianchi. Ad una schiava erano state amputate braccia e gambe. Molti di essi erano, misericordiosamente, morti da tempo.

Delphine Lalaurie fuggì dalla folla pronta a linciarla sulla sua carrozza, rischiando di investire i presenti, accompagnata da colpi di fucile ed inviti all’inseguimento.

Di lei non si seppe più nulla. Qualcuno dice che riuscì a trasferirsi a Parigi con la famiglia, altri sostengono che non andò mai più lontano di una località segreta affacciata sul Lago Pontchartrain. Ma la storia continua.

Tra il 1837 ed il 1865 la casa ospitò numerosi nuovi inquilini, un negozio di mobili ed un barbiere. Nessuno riuscì a fermarsi a lungo. Urla e gemiti provenivano di notte dalla soffitta e dalle cantine. Il fantasma della bambina che si era gettata dalla finestra comparve più volte. Un uomo di colore in catene aggredì un abitante per poi sparire nel nulla.

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La casa divenne una scuola per bambini bianchi e di colore. Nel 1878 il sistema scolastico subì le leggi razziali e la scuola si trasformò in un collegio per ragazze di colore. Gli avvistamenti ed i rumori continuarono.

Nel 1882 tutta la struttura venne trasformata in un conservatorio musicale da un insegnante inglese. I giornali pubblicarono velate accuse di molestie sessuali da parte del proprietario nei confronti di alcune studentesse, questo accade il giorno prima di una grande serata di musica e festeggiamenti. La cittadinanza disertò completamente la serata e la scuola fallì. Si dice che quella notte i fantasmi di casa Lalaurie abbiano tenuto un loro baccanale privato per festeggiare l’avvenimento.

Nel 1892 un certo Joseph Eduard Vigne venne trovato morto nel suo appartamento. Alcune strane crepe erano apparse sulla porta del suo locale attirando l’attenzione degli altri affittuari. Nella stanza furono trovati nascosti 10.000 dollari. L’intero contenuto della casa venne messo all’asta.

Fino al 1920 la casa rimase divisa in vari appartamenti, molti lamentarono ancora i rumori e le apparizioni.

Nel 1923 diventò un istituto di recupero per giovani delinquenti. Si chiamò Warrington House, dal nome del direttore e fondatore, William Warrington.

Dal 1932 al 1942 fu la sede Del Gran Concistoro della Lousiana. Ovvero della locale Loggia Massonica. Molti iscritti facevano parte anche del Ku Klux Klan.

In seguito aprì un bar che cercò di sfruttare la nomea del luogo chiamandosi “Il Saloon Infestato”. Il padrone lamentò alcuni atti vandalici ai danni del suo magazzino, molti materiali vennero trovati rotti ed inzaccherati da una strana sostanza limacciosa. Una sera si appostò armato nel magazzino, la notte passò tranquilla ma, al mattino al mattino tutto era nuovamente ricoperto dalla misteriosa sostanza. Il bar chiuse poco dopo.

Nel 1941, nel Cimitero St. Louis #1, corridoio 4, venne trovata, per terra, una lapide in cui è scritto che Delphine Lalaurie è morta nel 1941 a New Orleans. L’esatta posizione della sua cripta resta un mistero, a meno che la lapide non sia un astuto falso.

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Nel 1965 la casa è stata comprata da un medico, precedentemente divisa in 20 appartamenti, oggi ne conta cinque che occupano metà della struttura, l’altra metà è tutta del nuovo proprietario. Nessuno ha più lamentato apparizioni o altri avvenimenti sospetti. Nei primi anni ’90, durante alcuni lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti dei cadaveri seppelliti sotto uno dei pavimenti. Secondo la polizia locale sono vecchi di almeno un secolo, forse di più. È probabile che sia stato trovato il cimitero privato di Delphine, il luogo dove, per anni, ha nascosto le vittime delle sue torture.

Ebbene eccoci dunque alla fine di questo speciale sui fantasmi che ci ha accompagnato in questo misterioso mondo di appariscenti enigmi, che tutt’ora la scienza moderna, con tutti i suoi macchinari non è riuscita a spiegare…
Spero che il viaggio con noi in questo mondo vi sia piaciuto.:)
Arrivederci a tutti voi, e mi raccomando non smettete mai di credere in ciò che non si vede…

 

 

Ringraziamenti speciali:
www.spiritualita.altervista.org
Wiki – Fantasmi

Bibliografia:
IL PIANO ASTRALE
C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896)