L'esorcista

L’esorcista

L’esorcista (The Exorcist) è un film del 1973 diretto da William Friedkin e tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, che scrisse anche la sceneggiatura del film.

La pellicola ha avuto molto successo malgrado i problemi di censura e, negli anni seguenti, sono usciti nelle sale due sequel: L’esorcista II – L’eretico del 1977, e L’esorcista III del 1990; un prequel: L’esorcista – La genesi del 2004; e una riedizione in versione integrale del 2000, con circa undici minuti di scene inedite. Nel 1974 è stata anche realizzata una versione cinematografica turca chiamata Şeytan.

Ben accolto dalla critica, il film divenne presto un punto di riferimento del cinema moderno, acquisendo una notevole popolarità e avendo un forte impatto culturale. Nel 2010 entrò a far parte del National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

 

La locandina del 40° anniversario

La locandina del 40° anniversario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anteprima nazionale: 19 giugno 1973

titolo originale The Exorcist
regia di William Friedkin musica di Steve Boeddeker
con Ellen Burstyn, Max Von Sydow, Lee J.Cobb, Kitty Winn, Jack Mac Gowran, Jason Miller come Padre Karras, Linda Blair come Regan
 prodotto da William Peter Blatty
produttore esecutivo Noel Marshal
sceneggiatura di William Peter Blatty
ispirata al suo racconto
anno 1973 – Warner Bors. Pictures

19 giugno 1973 – USA
Svenimenti, episodi d’isteria, panico, ambulanze. Queste le reazioni degli spettatori che escono con gli occhi sgranati dalle sale dopo aver assistito alla prima attesissima proiezione americana dell’ultimo film di William Friedkin. Hanno visto L’Esorcista, un titolo che segnerà la storia dell’horror e della paura tanto che i medici lo vieteranno sin da subito ai malati di cuore.

19 giugno 2013 – Italia
40 anni dopo L’Esorcista torna al cinema restaurato e digitalizzato nella versione Director’s Cut, con i suoi 11 minuti di scene terrificanti eliminate nell’edizione del 1973. Come reagiranno oggi gli spettatori?
La trama
La trama, tratta dal best seller di Peter Blatty, è nota: in un sito archeologico in Iraq  viene dissotterrata una statuetta che raffigura un volto demoniaco. Intanto Chris, una giovane attrice divorziata, si trova a Georgetown insieme alla figlia dodicenne Regan per le riprese di un film. Di lì a breve strani fenomeni cominciano a verificarsi: il letto di Regan prende a muoversi da solo e la bimba inizia a dare segni di squilibrio. Tutti gli specialisti da cui viene esaminata non riescono però ad aiutarla. Non rimane altra scelta: la bimba deve essere sottoposta a un esorcismo…
Ma L’Esorcista ha anche un’altra trama. Più sottile, più inquietante, più recondita. Una trama che riguarda tutti coloro che lo hanno visto ma anche chi si rifiuta da sempre di farlo. E’ una storia questa che si sviluppa fuori dallo schermo dando vita alla cosiddetta “Maledizione dell’Esorcista”: un alone di mistero, terrore e leggende metropolitane aggrovigliate intorno a un film che ha segnato un’epoca ma anche la vita personale di moltissimi. Quando L’Esorcista uscì in Gran Bretagna, in alcune cittadine ne fu proibita la proiezione. In tutta risposta qualcuno pensò di organizzare gli “Exorcist Bus Trips”: autobus navetta che facevano da spola verso paesi limitrofi in cui il film veniva proiettato. Ma nonostante le proibizioni e i divieti, la “Maledizione” si manifestò con numerosi eventi inquietanti: la morte di diverse persone che avevano in qualche modo a che fare col film, un misterioso incendio che distrusse il set, inspiegabili incidenti in alcune sale cinematografiche durante la proiezione, l’esaurimento nervoso della protagonista Linda Blair, i problemi alla schiena riportati sia da Linda che da Ellen Burstyn che interpretava Chris… Suggestione? Coincidenze? Forzature?

Qualunque sia la verità, L’Esorcista ha saputo tenere incollate allo schermo intere generazioni dettando la storia del genere horror ma soprattutto insinuandosi in modo strisciante e indelebile negli animi degli spettatori che il 19 giugno solo per un giorno potranno ritrovarlo al cinema per confrontarsi di nuovo, 40 anni dopo, con le proprie paure. Perché, come ha scritto Edoardo Nesi nella prefazione del libro L’Esorcista di Peter Blatty (Fazi editore) “il protagonista è il Demonio. Satana. Il Diavolo. E per qualcuno è troppo. Conosco persone, grandi e piccine, che mi hanno detto di aver trovato divertente il film L’esorcista, di aver riso nelle scene più forti e di non aver provato nessuna paura, insomma: e questo racconta molto più di loro che del film, perché evidentemente preferiscono negare se stesse e la loro sensibilità pur di non accettare il nucleo innominabile che sta al centro della storia e che forse è davvero troppo terribile per essere riconosciuto e accettato, e cioè l’idea che il Maligno possa esistere, prima di tutto, e prendersi poi l’anima di un’innocente”. 

Incidenti sul set

Negli anni seguenti l’uscita del film si diffusero alcuni voci secondo le quali i set utilizzati per le riprese fossero stati protagonisti di eventi soprannaturali o addirittura indicati come «maledetti». Sebbene diversi presunti avvenimenti si rivelarono falsi o non vennero confermati, destinati quindi a diventare leggende metropolitane, alcuni «strani avvenimenti» accompagnarono effettivamente la fase di produzione, durata molto più del previsto, e l’uscita nelle sale, tra cui:

  • un incendio distrusse quasi interamente gli interni della casa dei protagonisti, causando un ritardo per le riprese di diverse settimane e danni per 200.000 dollari; l’unica parte a salvarsi dalle fiamme era stata la camera da letto di Regan;
  • una moderna macchina di refrigerazione costata 50.000 dollari accusò molti malfunzionamenti;
  • Ellen Burstyn e Linda Blair riportarono problemi alla schiena, la prima dopo un incidente sul set accusò danni permanenti alla colonna vertebrale;
  • il regista William Friedkin chiese ad un prete che faceva da consulente, Thomas Bermingham, di eseguire un vero esorcismo per allentare la tensione che si era creata con alcuni membri del cast tecnico; l’uomo rifiutò, ma eseguì comunque una benedizione;
  • prima che la fase di produzione fosse conclusa morirono almeno sei persone legate alla produzione, tra cui il figlio appena nato di un assistente, un guardiano notturno, l’attrice che interpreta la madre di padre Karras e il nonno di Linda Blair;
  • Jack MacGowran, il cui personaggio muore anch’esso nel film, morì qualche mese prima dell’uscita del film nelle sale;
  • secondo il giornalista di American Hollywood Joe Hyams, a Roma, in una piazza nelle vicinanze del cinema Metropolitan che stava proiettando il film, una croce alta oltre due metri, dopo essere stata colpita da un fulmine, cadde dal tetto di una Chiesa dove era stata posata circa 400 anni prima.

Critica

All’uscita del film, il critico Stanley Kauffmann su The New Republic descrisse il film come l’unico veramente pauroso che abbia visto negli ultimi anni, in grado di provocare davvero forti reazioni emotive. Joe Dante scrisse che rappresentava qualcosa di diverso da qualsiasi altra avesse mai visto, dicendosi convinto che sarebbe diventato un classico del cinema dell’orrore. Variety ne esaltò la regia e la sceneggiatura, descrivendo il film come un’esperta narrazione di una storia soprannaturale, i cui fatti risultano credibili grazie alle ottime interpretazioni del cast; secondo la rivista il lavoro congiunto di Blatty e Friedkin è coeso e avvincente, riuscendo a stimolare sia la mente che i sensi. Tra le testate a giudicare negativamente il film vi furono il New York Times, che lo definì uno sproloquio sull’occulto con grotteschi effetti speciali[25], e Rolling Stone, che lo giudicò un «film pornografico-religioso che tenta di rifarsi a Cecil B. DeMille».

Con il passare degli anni il responso della critica migliorò ulteriormente; sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film registra un punteggio di 87/100. Roger Ebert nel 1993 lo definì «uno dei migliori film del suo genere che siano mai stati realizzati, il quale trascende sia il genere di terrore, orrore e soprannaturale, sia gli ambiziosi sforzi che vanno nella stessa direzione del film Rosemary’s Baby». L’esorcista è comunemente riconosciuto come un classico del cinema horror.

Riconoscimenti

Il film ottenne diversi riconoscimenti, tra cui due premi Oscar e quattro Golden Globe.

Parodie

Bibliografia: William Peter Blatty, William Peter Blatty on “The Exorcist”: from Novel to Film, Bantam Books, 1974

Fonti: wikipedia.org; nexodigital.it; daily.wired.it