La Camerano sotterranea

A pochi chilometri da Ancona, immerso nella natura del Parco del Conero, potete trovare il comune di Camerano. Camerano fu uno dei castelli di Ancona che aveva il compito di difendere la zona del Conero, insieme ai castelli di Sirolo, Varano, Poggio e Massignano.
Camerano è famosa per le sue grotte, una straordinaria rete di gallerie sotterranee scavate nell’arenaria, comunicanti fra loro che percorrono il centro storico con andamento labirintico.

Si è ritenuto che fossero i resti di antiche cave arenarie o addirittura luoghi per conservare il vino. Ma le esplorazioni fatte negli anni, le interpretazioni effettuate e i percorsi turistici, che hanno reso queste grotte oggi fruibili, hanno svelato negli ambienti della Camerano segreta numerosi bassorilievi, decorazioni architettoniche, fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi che testimoniano un uso abitativo, rituale, e difensivo (nel 1944 fu rifugio per la popolazione contro i bombardamenti) e che ben poco si addicono a cave arenarie o a semplici locali di deposito. Si pensa anche ad una presenza dei Cavalieri Templari.

La grotta Mancinforte – Grotta Ricotti – Le grotte Perugini e Gasparri – Le grotte Corraducci

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LE GROTTE NEL SOTTOSUOLO

La grotta MANCINFORTE 

La grotta Mancinforte costituisce uno degli assi principali dell’intero sistema che attraversa in senso longitudinale il sottosuolo del centro storico antico. Queste gallerie di notevoli dimensioni si trovano a circa 20 m di profondità rispetto alla superficie esterna e ad un livello più basso rispetto ad altri sviluppi ipogei. Nel complesso sono stati individuati almeno tre piani di gallerie anche sovrapposti ed intersecanti, disposti su quote altimetriche diverse.

La data 1888 è presumibilmente quella in cui venne effettuato il raccordo tra il nuovo palazzo Mancinforte e la più antica rete sotterranea.

 

La grotta RICCOTTI

Grotta Ricotti: è uno degli ambienti più interessanti del complesso ipogeo cameranese, sia per il suo aspetto inequivocabile di chiesa sotterranea, confermato anche dalla tradizione orale locale, sia per la sua ubicazione all’interno della rupe denominata “Sassòne” al di sotto dei resti della chiesa di Sant’Apollinare di memoria ravennate, anteriore all’anno Mille, annessa al castello medioevale.

Suggestivi sono anche i particolari architettonici di questa grotta, interamente scavata nella rupe che consentono confronti con altri antichi ipogei dell’area mediterranea ed in particolare con i romitori dei monaci Basiliani. Richiama quest’ultimo confronto la presenza sulla volta di una croce greca inscritta in un cerchio, il tutto a bassorilievo.

 

Le grotte PALAZZO TRIONFI

La maggior parte dei palazzi che sorgono sul lato sinistro di via Maratti, provenendo dalla piazza, sono di origine nobiliare e appartenevano a facoltose famiglie anconetane che avevano a Camerano possedimenti terrieri e case per la villeggiatura. L’ex palazzo della famiglia Trionfi, una delle più antiche e prestigiose dell’anconetano è riconoscibile per il motto araldico inciso sul bugnato ornamentale del portone d’ingresso “in Domino confido”. Il complesso delle grotte, già noto come grotte Perugini e Gasparri , nomi risultanti dai frazionamenti proprietari, risulta notevole dal punto di vista architettonico e delle decorazioni a bassorilievo. In particolare sono interessanti i due ambienti circolari chiaramente destinati a luogo di culto o di riunione che presentano simboli religiosi scolpiti sulle pareti insieme con fregi ornamentali di vario tipo.

Lunghi corridoi collegano tutti gli ambienti ipogei già denominati grotte Perugini, Gasparri e Zolotti, costituendo un sistema di grotte con livello superiore rispetto all’asse Mancinforte – Corraducci a cui si uniscono mediante un passaggio dalla grotta Gasparri.

Secondo una tradizione orale, in questi ambienti si riunivano dei non meglio identificati “frati guerrieri”. E’ possibile che questo aspetto leggendario sia stato favorito dalla presenza a Camerano fin dal Medioevo di un “ospedale dei pellegrini e da un ordine Ospitaliero, come attestato da una chiesa di San Giovanni, demolita nella II metà del XVIII secolo e da proprietà dell’Ordine dei cavalieri di Malta nella stessa contrada. Anche alcuni dei simboli presenti nelle due sale circolari, come la croce trifogliata o trilobata e la stella ad otto punte, risultano tipiche di antichi ordini cavallereschi ospitalieri.

 

La grotta CORRADUCCI

Nella sala finale della grotta Mancinforte sono visibili i resti di due bassorilievi a soggetto religioso riprodotti nei disegni riportati a lato nella loro forma originale. Essi sono andati perduti in occasione di lavori di consolidamento effettuati nella metà del secolo scorso; si trovavano sul pilastro centrale, al di sopra di un piccolo altare. In questo stesso punto della grotta, nel passato, era stata rilevata una data (1327) oggi non più visibile perché persa nella stessa occasione.

Le grotte Corraducci, uno dei complessi più vasti della rete sotterranea cameranese si dipartono dai sotterranei del palazzo omonimo. I Corraducci erano un’antica famiglia nobiliare presente nel paese anteriormente al 1400 e si erano compromessi con i Francesi di Napoleone prima e con la Massoneria – Carboneria successivamente alla Restaurazione. Queste circostanze hanno fatto sorgere nel passato una serie di leggende e di racconti di mistero su queste grotte che si addentrano nella rupe del Sassone, scendendo in profondità con una serie di ambienti che vanno a ricollegarsi con la grotta Mancinforte. Particolarmente interessante è la grande sala circolare che la tradizione orale indica come luogo di riunioni segrete.    

Ipogei di Camerano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luoghi misteriosi

UN URLO misterioso emerge dall’oscurità delle grotte di Camerano. Potrebbe essere frutto di una suggestione, strascico di leggende e detti popolari del paese legati alle misteriose presenze che si aggirerebbero all’interno della città sotterranea di Camerano, eppure il rumore che è stato catturato da una recente registrazione possiede tutte le caratteristiche per essere definito un grido, acuto, forse di donna, a metà tra paura e disgusto. Che sia frutto di fenomeni legati all’elettromagnetismo o alle interferenze fino anche alle evocazioni esoteriche, come ha già sibilato qualcuno, certo è che quel grido ha fatto vacillare e non di poco le certezze di coloro che hanno avuto l’opportunità di ascoltarlo.

 Antichi racconti e misteri, che spaziano dai racconti dei cameranesi rifugiati nelle grotte durante il secondo conflitto mondiale alle leggende della strega di Camerano, la Giana, fino alle vicissitudini della famiglia Corraducci, legata agli incontri tra logge massoniche e ai conclavi dei templari che si tramanda si riunissero proprio lì.