L’espressione ghost town, città fantasma, è stata utilizzata per la prima volta dal giornalista svedese Jan-Olof Bengtsson durante una visita alla città abbandonata di Famagusta, a Cipro. Nei suoi appunti descrive con queste parole ciò che vede dalla postazione dei soldati posti a guardia della città: «L’asfalto sulle strade è spaccato dal sole e lungo i marciapiedi crescono i cespugli. Oggi, 24 Settembre 1977, ci sono ancora tavoli apparecchiati per la colazione, panni stesi e lampade ancora accese. Ma non c’è anima viva: Famagusta è una città fantasma». Eventi naturali, guerre, disastri provocati dall’uomo: sono tanti i motivi che spingono la gente ad andarsene e trasformare una ridente città in una ghost town. Focus.it ha cercato quelle che raccontano le storie più interessanti e le ha raccolte in questa fotogallery… da paura (selezione delle sole città fantasma italiane citate dal suddetto articolo).

Craco

Craco

 

 Craco è un comune della provincia di Matera. Il suo centro storico è stato definitivamente evacuato nel 1963 a causa di una frana. All’epoca il paese aveva 2.000 abitanti ma oggi è una vera e propria città fantasma, utilizzata come set cinematografico per numerosi film tra cui La passione di Cristo di Mel Gibson, Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi e La lupa di Alberto Lattuada.

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Balestrino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Balestrino si trova nell’entroterra di Loano, in provincia di Savona, a sette chilometri dalla riviera di ponente. Nell’alto Medioevo fu di proprietà dei monaci benedettini dell’Abbazia di San Pietro dei Monti. Tra tutti i paesi che abbelliscono questa parte dell’entroterra, Balestrino è uno tra i più suggestivi. Tra le villette di recente costruzione si può scorgere, in alto, il castello che domina ancora il vecchio borgo, abbandonato tra il 1962 e il 1963 a causa di fenomeni franosi. Da anni sono in corso indagini geologiche, studi e ricerche finalizzati a riportarlo in vita.

Altro esempio di città che sta morendo…….

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

 

 

 

 

 

 

Civita di Bagnoregio è costituita da un gruppo di abitazioni medievali assiepate sul colle. Il centro è collegato al mondo soltanto attraverso un ponte stretto e lungo 300 metri e percorribile soltanto a piedi. Civita di Bagnoregio è situata a circa un chilometro da Bagnoregio in provincia di Viterbo, da dove bisogna passare per arrivare al borgo.

Il borgo sorge su un’altura molto precaria, situata su una platea tufacea, rischia di crollare perché i banchi d’argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Per questo motivo Civita è stata chiamata “la città che muore”, a indicare il suo delicato equilibrio. Al momento sono una dozzina gli abitanti del borgo.

Il destino inesorabile rende questa località unica nel suo genere. Il panorama del centro storico, sorretto da calanchi argillosi, ne aumentano la sacralità e l’aspetto misterioso. Per la sua posizione geografica suggestiva e il suo impianto medievale è ogni anno meta di numerosi turisti.

E molti altri esempi di città fantasma straniere, tra cui le figure di cui sotto, tratte dal medesimo articolo………………

Kolmanskop, Namibia, città di minatori abbandonata dopo la seconda guerra mondiale a causa della riduzione dell'attività di estrazione dei diamanti. Foto: © George Steinmetz/Corbis

Kolmanskop, Namibia, città di minatori abbandonata dopo la seconda guerra mondiale a causa della riduzione dell’attività di estrazione dei diamanti.
Foto: © George Steinmetz/Corbis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kolmanskop è una città fantasma della Namibia meridionale. Un tempo piccolo villaggio di minatori, oggi è una meta turistica gestita dalla Namibia-De Beers. Il villaggio, costruito come una cittadina tedesca, aveva negozi, un ospedale, una sala da ballo, un teatro, un palezzetto dello sport, un casinò… oggi tutti completamente invasi dalla sabbia. Il declino di Kolmanskop è inziato alla fine della Prima guerra mondiale, in seguito al crollo del prezzo dei diamanti. È stata abbandonata definitivamente nel 1956.

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Prypiat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cittadina di Prypiat si trova nell’Ucraina settentrionale e fino al 26 aprile 1986 è stata la casa di molti degli operai che lavoravano nell’impianto nucleare di Chernobyl. Definitivamente abbandonata in seguito all’incidente nucleare, è la fotografia di quello che è successo in quel giorno terribile: case, ospedali, scuole sono ancora come sono state lasciate dai loro occupanti, ai quali fu permesso di portar via solo una valigia a testa con documenti, libri e vestiti non contaminati. Il resto è stato rubato da vandali e ladri nel corso degli anni. (Foto © skippy13).

Pryp’jat’ (in ucraino: Прип’ять?; in russo: Припять?, traslitterato: Pripjat’) è una città fantasma situata a nord dell’Ucraina, vicino al confine bielorusso a circa 110 km da Kiev, nella vasta area paludosa della Polesia. La città è stata abbandonata dopo il disastro nucleare avvenuto nel 1986 alla centrale di Černobyl’, che si trova a circa 3 km di distanza.

Perché una città diventa fantasma?

Le città fantasma, con edifici ancora in piedi ma prive di abitanti, sono moltissime. In ogni parte del mondo. Alcune sono diventate siti archeologici e hanno valore architettonico di grande rilievo. La maggior parte sono invece, semplicemente, città vuote, spesso situate in località difficili da raggiungere, dall’aspetto spettrale. Ma proprio per questo affascinanti.