Parco dei Mostri di Bomarzo
Il Parco dei Mostri, noto anche come Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie, si trova a Bomarzo in provincia di Viterbo, un’attrattiva nella Tuscia Laziale.. Si tratta di un complesso monumentale fantastico, una passeggiata fra animali mitologici, divinità e mostri all’interno di un giardino caratterizzato da un’atmosfera magica, onirica e oscura. Al suo interno si possono trovare sculture di creature spaventose che danno al luogo un tocco di spettralità e magia.
Il tutto venne creato dall’architetto Pirro Ligorio e da Vicino Orsini, uomo d’armi e letterato, nel sedicesimo secolo, presumibilmente tra il 1552 ed il 1580. Queste sculture rappresentano tutti i mostri narrati delle leggende popolari che si tramandano dal medioevo. Possiamo trovare Draghi, mostri e divinità. Un luogo magico nel quale perdersi con la fantasia. Chi volesse fare una gita alternativa può visitare questo parco che per secoli è stato tenuto segreto. La visita è particolarmente consigliata ai bambini, ma il luogo è capace di lasciare senza parole persone di ogni età.

Parco dei mostri di Bomarzo

– Parco dei mostri di Bomarzo (VT)

Chiamato da Orsini “Sacro Bosco” e dedicato alla moglie Giulia Farnese, questo esempio di “Manierismo italiano” (tendenza artistica che ha caratterizzato la cultura figurativa del XVI secolo e dei primi anni del XVII, basata non solo sulla esasperata imitazione dei modelli michelangioleschi e raffaelleschi, ma anche sulla sperimentazione di nuovi linguaggi) venne ribattezzato “Parco dei Mostri” dalla fantasia popolare. All’ingresso del parco, sormontato dallo stemma degli Orsini, si viene accolti dai versi incisi su due Sfingi che presentano ed elogiano ciò che il visitatore si accinge a vedere.

Le molte sculture in piperino sono armoniosamente integrate nel lussureggiante paesaggio con grandi prati e viali alberati. Il parco è articolato su terrazze degradanti alla sommità delle quali sorge il Tempietto sormontato da una cupola che Vicino Orsini dedicò alla moglie Giulia.

Gli incredibili scenari con la Lotta tra i Giganti, Proteo e Glauco, la Ninfa dormiente e il gruppo scultoreo composto da una Balena sormontata da una Tartaruga che a sua volta sorregge una Donna alata, simbolo del passaggio di purificazione, richiamarono l’attenzione di molti intellettuali del tempo per i loro aspetti simbolici e alchemici, intellettuali le cui epigrafi sono disseminate per il parco.

Fra Orsi giganti, Sirene, figure mitologiche come Ercole e Caco e il Cerbero, il cane infernale con tre teste, e fontane come quella sormontata da un Pegaso o quella alimentata da due Delfini, si trova la nicchia con la cosiddetta “Panca Etrusca” sul fondo della quale vi è un’altra iscrizione con un’esposizione in versi di quanto il “Sacro Bosco” offre ai visitatori.

Adiacente ad un piccolo teatro c’è la Casa Pendente che vi disorienterà con la momentanea perdita di equilibrio. Da qui si prosegue verso la piazza dei Vasi intorno ai quali si trovano lo Stregone, il Nettuno, il Drago assalito dai cani, l’Elefante da guerra, il Gigante dal Cavallo Alato e l’Orco con la bocca spalancata all’interno della quale si apre un antro con un tavolo di pietra e sedile. E’ sempre la testa di un Orco a sorreggere il Mappamondo sovrastato dalla miniatura del Castello Orsini, a significare la potenza del Casato.

L’organizzazione del Parco mette a disposizione servizi che vanno dall’ampio parcheggio al bar e la tavola calda e dall’area picnic, attrezzata con giochi per bambini, a stand che offrono guide e souvenir.
Non perdetevi quindi una visita al Parco dei Mostri di Bomarzo in cui natura, arte e fantasia si fondono in modo bizzarro e insolito rendendola una meta particolarmente suggestiva che non mancherà di stupirvi.

La Storia del parco

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un’opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri.
Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell’erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all’italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d’acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico “boschetto” facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che alternò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.

Fonti: https://www.italiaparchi.it/parchi-di-arte-e-storia/parco-dei-mostri-di-bomarzo.aspx

http://www.sacrobosco.it/entra.php?lang=it#Link