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Un codice QR (in inglese QR Code, abbreviazione di Quick Response Code) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici.

Il nome “QR” è l’abbreviazione dell’inglese “Quick Response” (“risposta rapida”), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.

Il QR-code è una sorta di codice a barre, come quello del supermercato. Ma a differenza di quello, che contiene praticamente solo un numero, il QR code può contenere molte più informazioni: l’indirizzo di un video su YouTube; una pagina del vostro sito; un testo o un sms; un biglietto da visita digitale. E per leggerlo basta il telefono o un tablet ed una applicazione che la legga.

In Giappone spopola e nel resto del mondo è diventato uno standard per l’editoria e la pubblicità esterna. Da noi il QR code è solo agli inizi, ma promette bene. Anche perché si basa principalmente sui cellulari e gli italiani, si sa, ne sono avidi utilizzatori.

Come si utilizza?

I codici QR possono contenere sia indirizzi internet, che testi, numeri di telefono, o sms. Sono leggibili da qualsiasi telefono cellulare e smartphone munito di un apposito programma di lettura (lettore di codici QR, o in inglese QR reader).

Visto dalla parte del consumatore, per leggere il codice bisogna avere un telefono con un software adatto. Quando si vede un codice, si avvia il software, si inquadra e… basta cliccare per usufruire dei contenuti!
Quindi, per prima cosa devi scaricare il software: apri sul tuo telefono (non sul pc!) il browser per navigare su internet e digita questo indirizzo: www.i-nigma.mobi. Il sito riconoscerà il modello del tuo cellulare e, se supportato, ti chiederà di scaricare e installare il lettore.

Visto dalla parte di chi offre i contenuti (editore, azienda o organizzazione). I generatori di codici sono disponibili online. Il migliore che si può provare è questo: zxing.appspot.com/generator.
Una volta generato il codice, bisogna salvare il file immagine (normalmente è un png o jpg) sul proprio pc per consegnarlo al grafico che impagina il prodotto sul quale lo si vuole pubblicare (una brochure, una rivista, un biglietto da visita o un invito).

Diversi settimanali e mensili offrono già da tempo la fruizione di alcuni contenuti a valore aggiunto per arrichire i propri servizi. Se hai acquistato la copia, puoi accedere ai contenuti riservati ai lettori, che altrimenti non potresti vedere. Semplificando al massimo il business model, da una parte il prezzo di copertina copre il costo di produzione del servizio video, dall’altra il giornale cartaceo diventa un mezzo per portare sul sito nuovi utenti (o fidelizzare quelli già esistenti); in ogni caso la crossmedialità crea valore aggiunto alla testata in quanto tale (aumenta il valore del marchio).
Le publicità sulla stampa e in esterna ormai usano in maniera diffusa il codice QR. Inquadrandolo con il lettore si viene veicolati all’interno del sito in cui si trovano contenuti a valore aggiunto, community, concorsi ed altro… Questo esempio ci illustra ulteriori indubbi vantaggi: il tracciamento preciso degli accessi al sito; la facilità e immediatezza con cui ci si può collegare al sito senza dover memorizzare e digitare manualmente un url magari troppo lungo o complesso; un’esperienza utente nuova, dinamica e interattiva, laddove la pubblicità tradizionale utilizzava una modalità più univoca e statica…

Varianti

Il Micro QR (Micro QR code) è una versione ridotta del normale codice QR, usata per applicazioni che richiedono un uso di spazi ridotti e una minore quantità di informazioni, come ad esempio l’ID di circuiti stampati o di componenti elettronici. Esistono diverse forme di Micro QR, quella più densa di informazioni può contenere fino a 25 caratteri alfanumerici.

Sfruttando la capacità di rilevazione e correzione d’errore Reed-Solomon dei codici QR, si possono modificare i codici entro il limite della leggibilità, incorporando immagini come logo, caratteri e foto, senza perdere alcuna informazione utile alla lettura del codice.

Uso nell’arte

Nel 2007 il gruppo pop britannico Pet Shop Boys ha usato i codici QR per il download del singolo Integral. Nel relativo videoclip i codici indirizzano gli utenti verso il sito dei Pet Shop Boys e alcune pagine web sulle proposte di direttive d’uso della carta d’identità in Gran Bretagna.

Nel 2009, l’artista giapponese Takashi Murakami, in collaborazione con l’agenzia creativa SET, ha realizzato un Design QR formato con le immagini del pattern di Louis Vuitton e di uno dei personaggi dell’artista.Il codice indirizza verso il sito giapponese per dispositivi mobili della ditta di pelletteria.

Nel video del singolo All the Lovers (2010) di Kylie Minogue compare un codice QR stampato su alcuni oggetti.Il codice non è abbastanza visibile da poter essere letto direttamente dal video, ma un blogger lo ha ricostruito, rivelando che contiene la parola Love (amore).